blogmoi

Helas, si tu me vois constant en inconstance.

lunedì, settembre 19, 2005

ma non cascare più, non inciamparsi più, non perder più l'equilibrio e non sbucciarsi più corpo e cervello è assai peggio. Qualcuno dice che l'innamoramento è una malattia, io aggiungo che è malattia più grave non essere innamorati.
Come stai smilla? Anche tu come me?
bisous

cosi' scriviAllure, e cosi mi trasmetti quella voglia di scrivere e farmi leggere che ho pian piano perduto in questi mesi.

anch'io come te. si'. e sembra cosi' reale. non mi hai mai detto cos'é quel come, ma la mia fantasia mi spinge a credere che sia lo stesso ... non so come definirlo (cosa, struggimento, casino, bourdel, ?) . Grave malattia é il non esser innamorati, forse piu' grave dell'amore che non possiedi completamente. ma non preoccuparti, continuo a cadere, a sbucciarmi le ginocchia. e la testa. sogno sempre troppo, parlo poco, continuo a far torte, mi dico che ho fatto troppi errori e che andro' all'inferno. a volte rido come tanti anni fa, spensierata, a volte ho il viso stanco degli anni.
ma sai, ça va pas changer le monde, e queste mie poche parole non voleranno molto in alto, forse si sbucceranno un po' anche loro .....

posted by smilla 21:03 | commenti (36)

mercoledì, agosto 03, 2005

La massima forma d'egoismo è l'amore. Non amiamo i nostri partner, ma
soltanto la loro capacità di amare noi
.  cosi' dice l'aforisma del giorno che mi é arrivato nella mia boite memo.
serata silenziosa. serata che si presta bene ai sogni.
dovrei preparare la valigia per l'Italia e invece sono qui, a chiedermi cosa faccio in questo silenzio. sono io che l'ho voluto, mi dirai, eppure un nodo alla gola mi prende questa sera. penso troppo, hai ragione tu. e stasera sogno troppo. e  per una volta vorrei che i sogni diventassero realtà. per una volta. levatemi questi incubi dalla testa. i sensi di colpa, la malinconia. non voglio piu sentire questo silenzio, ho voglia di usare i verbi al futuro. ho voglia di pensare cosa faro' fra un anno, due o dieci. sarà il caldo, sarà la stanchezza. sarà che se mi volto non vedo niente dietro la mia vita.
come se non fosse stato mai amore.
e fa male vedere che non ho costruito niente.
 
domani al lavoro saro' cattiva. in fondo cosa ci si puo' aspettare da chi ha solo meta cuore che batte ?
 
come ci si innamora?
Si casca? Si inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre? So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti.
ti bacio, e vorrei baciarti come mai ho baciato. come mi sembra che bacio solo te.

posted by smilla 22:47 | commenti (5)

sabato, luglio 30, 2005

oggi joel mi ha regalato una foto che ha fatto in giardino : é di una bellezza indescrivibile. all'inizio mi son detta l'attacco in ufficio, tra la bilancia degli anni cinquanta e l'albero che si sta espandendo, ma poi ho deciso di portarla a casa. Il ciclamino starà bene su sfondo giallo, no ?
sono giorni lenti, aspetto di chiudere la porta di casa e di mettere i piedi nell'acqua. e forse solo chi mi conosce bene puo' sapere quanto é importante per me l'acqua, otoccarla, berla, immergermi.
in questi giorni vivo in un mondo mio interiore che non ha niente a che vedere con il ritmo esterno. le notizie dal mondo si intrecciano con i miei sogni, i miei sensi di compa i miei ricordi. e divento silenziosa. meglio che noiosa.
ora devo andare sul tetto perché un filo della tapparella si é incastrato sulle tegole. mi piace sviluppare quel lato pratico e bricoleur che non ho mai avuto, e che mai avro' . se cado giu' fate un fischio, sarebbe triste che se ne accorgessero solamente lunedi. storie ordinarie in un'estate da periferia parigina. 

posted by smilla 09:42 | commenti (2)

giovedì, luglio 14, 2005

e ritorno a scriverti. Ti scrivo e mi sembra di averti un po' piu' vicino. Ti cerco in questa casa troppo piccola. Manca il giardino, manca il cielo blu, mancano gli alberi. Manca la mentuccia selvatica.
E' stato cosi' bello vederti ieri a casa tua, nel tuo ambiente. Ho provato gelosia, rabbia, dubbi, voglia di sognare, di piangere... tutto assieme. Mi guardavo attorno e vedevo la tua vita, le camere delle tue figlie, la foto del tuo matrimonio e poi vedevo i tuoi occhi e mi dicevo che stiamo cosi' bene. e poi voltavo ancora la testa e ti immaginavo mentre costruivi la casa, e poi chiudevo gli occhi e ti vedevo mentre facevi l'amore con me. E tutto questo si mescolava.

Ho sempre riso delle persone innamorate, quelle che non capiscono piu' niente, quelle che scrivono stupide lettere d'amore.  e mi ritrovo qui, innamorata come non lo sono mai stata.

senza via d'uscita.

e allora vivo oggi, come fosse l'ultimo giorno, amandoti con tutto l'amore che ti posso dare.
vivo oggi pensando al massimo come progetti alle nostre vacanze.

Tutti questi piccoli e brevi attimi che passiamo assieme rappresentano una vita bella come i grandi progetti che hai imprigionato nei tuoi album di foto che mi hai mostrato.
E  nella mia mente questi attimi non sono cosi' piccoli.

ti bacio,

posted by smilla 08:50 | commenti (10)

martedì, luglio 05, 2005

Per te.

«Matita in mano una donna distribuisce in media circa tremila baci e ne riceve circa duecentomila, durante la sua vita. Nella mia città vi sono trecentomila donne, cioè un movimento di alcuni miliardi di baci. A chi ne toccano migliaia e migliaia, a chi poche dozzine. Con tale cifra sbalorditiva si potrebbe far stare allegro mezzo mondo. Nossignore, c’è perfino chi resta senza».
I calcoli li fece Cesare Zavattini e li pubblicò in Parliamo tanto di me.
Era il 1931, chi sa se questi dati sono rimasti invariati, in percentuale, ora che siamo nel Duemila.

che bel pezzo.

posted by smilla 19:22 | commenti (4)

domenica, luglio 03, 2005

penso al mare. fra poco piu di un mese ci andro'.
ma lo sogno già.
oramai non restano che i sogni troppo grandi, visto che quelli quotidiani sono spesso destinati a fallire.

la parola scritta ha iniziato ad annoiarmi.

posted by smilla 12:36 | commenti (2)

lunedì, giugno 27, 2005

giorni con troppo sole. questa canicule non se ne va. guardo il mio nuovo condizionatore. senza metterci d'accordo vengo a sapere che anche mio fratello lo stesso giorno si é comprato un condizionatore, lo stesso che avrei voluto comprarmi io. sorrido. anni fa facemmo un gioco. un giorno ad un mercato e una sola cosa da comprare : prendemmo la stessa maglietta in due banchi diversi, lui viola io verde, legati da un filo mentale che dopo tanti anni non si é mai spezzato.

mio caro fratello, che ridi quando ti canto.....mio fratello é figlio unico

posted by smilla 21:12 | commenti (4)

lunedì, giugno 13, 2005

osservo i pesci al banco. domenica mattina. c'é tanta gente in questo ridente villaggio di periferia. sembrerebbe quasi una mattina al mare, se non fosse che da lontano svetta la tour effeil. un villaggio di periferia dove abitano immigrati e bohemiens, cosi' si legge ad un certo punto in tropico del cancro. getto un'occhiata agli affitti e mi chiedo se Miller si sarebbe potuto immaginare come cambiano le opinioni di certe periferie di Parigi.

osservo il pesce : cosa prendo tra un bar e une dorade ? nemmeno in italiano ho mai saputo i nomi dei pesci.
Una voce mi risveglia. Come sta suo marito ? Scusi ? sorrido, bene, sta benissimo, e lei, sta bene?
Lo fa al forno o alla mugnaia ? al forno.
C'é un bel sole, se chiudo gli occhi sento una musica.
Mi allontano con una dorade in mano. Per esser marito, é marito. Ma di un'altra. Non si sta mai attenti abbastanza ai dettagli. Ci si accontenta della distratta visione d’insieme, scriveva HankChinaski in One shot.

dettagli, solo dettagli.

posted by smilla 18:38 | commenti (8)

sabato, giugno 11, 2005

metro in mano, mi ritrovo qui, a prendere misure in questo appartamento troppo piccolo. e se il lusso fosse un espace ? ha ragione la concorrenza. un giorno avro' una casa grande e quando apro i balconi davanti ci sara il vuoto, lo strapiombo di una scogliera. per il momento sono alle prese con delle tapparelle venziane in legno, so già che mi sbagliero'  di misura. e mi vien da ridere se penso al lavoro che faccio, ma poco importa in questo blog. puoi farcela mi dico, puoi uscire di casa andare in un cazzo di mago merlino o castorama, o come diavolo si chiamano questi magazzini che sono per me tutti uguali, puoi andare dal commesso e spiegargli quello che cerchi, caricare tutto in macchina, portare il tutto al terzo piano e fare i lavori. mi fermo un attimo, il s'agit d'un vrai boulot, presque un challange....  la mia amica nicoletta direbbe che in questi casi si sente la mancanza di un uomo, io sostengo che in questi casi mi ricordo perché non vivo insieme a un uomo.

quest'estate ho deciso che vado in corsica. se ci vuoi venire con me, sarà bellissimo, altrimenti ci vado lo stesso, in fondo la vita é cosi' breve, hai detto cosi' mamma ieri al telefono a 1200 km di distanza? e le mamme hanno sempre ragione.

posted by smilla 14:05 | commenti (4)

giovedì, giugno 09, 2005

 

non mi basta un cane. e nemmeno di pezza.

 

posted by smilla 19:49 | commenti

giovedì, maggio 19, 2005

 
 

 

la testa che scoppia. é un silenzio che fa male. un dolore che non sai da dove venga. metto il cranio sotto l'acqua fredda : nessun sollievo. tagliatemi la testa, é la sola soluzione. non trovo il coraggio di dirlo, che fa male. e tu mi chiami, amica mia, perché sei cosi' lontano ? sei una delle poche persone che conosco che prende con una serietà professionale i miei lamenti. mi piace quando ti prendi cura di me.
Iniziamo con un neurologo, mi chiedi ?
Pensavo a un boia, rispondo io.  
Zac.

posted by smilla 00:09 | commenti (5)